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CENTRO
DI STORIA PATRIA DEI NEBRODI
“S.
FRANCHINA”
Nel suggestivo seminterrato
del Circolo Orice (compreso fra la P.zza Faranda e la
P.zza Timpanaro) si trova la sede del centro.
Il “Centro di Storia
Patria dei Nebrodi” con gli arredi, costituiti
principalmente dagli attrezzi di lavoro e dai prodotti
della civiltà agro-pastorale e artigiana, nonchè dalle
opere scritte da illustri compaesani.
La Fonderia delle campane
La lavorazione del
bronzo a Tortorici data tempi remoti: probabilmente, con l'agricoltura, la pastorizia e la lavorazione del ferro,
dell’argento e dello stagno, era una delle attività prevalenti degli abitanti.
Questa attività venne definita dai fonditori “Arte Campanaria”. Purtroppo, le informazioni che abbiamo sulle fonderie appaiono un pò incerte,
comunque possiamo determinare, grazie all’attribuzione delle
date di
alcune campane di Sicilia (quali: Palermo, la Guzza, Naso, ed
altre ancora), il
periodo in cui hanno avuto origine le prime fonderie. Queste cominciarono a nascere intorno al XIII
secolo. Solo nel XV secolo, però, la produzione di manufatti in bronzo si fa più
intensa: anche se la documentazione resta necessariamente incompleta per mancanza e dispersione di atti, ruberie
di pirati e mancanza di sottoscrizioni dei fonditori. Si possono, tuttavia,
citare campane per chiese di Tortorici, Mirto, Messina, Galati, Palermo (di cui
ricordiamo con orgoglio la campana fusa per la bellissima cattedrale), ed
infine, e non di certo il meno importante campanone del duomo di Catania.
Tra le tanti fonderie esistenti all’epoca si può prendere come modello la fonderia dei fratelli Trusso, ad
uno dei quali si devono le due mazze d’argento (in realtà, di rame giallo) del
senato di Tortorici. L’attività dei Trusso sembra iniziare intorno al
1629, e
durò fino al 1950 circa, anno in cui si concluse a Tortorici l’arte della
fusione del bronzo. Dopo il 1950 la fonderia fu saltuariamente restaurata fino al 1956,
anno in cui il primogenito morì in giovane età a causa di una disgrazia. Questo
fece si che il padre si chiudesse in se stesso e non tramandasse più il
“segreto” della fusione delle campane, cosìcchè fu determinata la definitiva
scomparsa dei mastri campanari. A determinare il completo decadimento dell’arte
fusoria fu anche l’avvento della rivoluzione industriale (siamo ormai nel XIX
secolo), che impedì il rifornimento delle materie prime.
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In
un contesto di avvenimenti tesi alla rivalutazione
delle attività artigianali, il Centro di Storia Patria,
il Comune (che ha istituito un corso per la formazione
di giovani fonditori, ramai e fabbri), la Pro Loco e
la Scuola Media "N.Lombardo" hanno promosso
la rivitalizzazione delle lavorazioni dei metalli in
Tortorici dove, dal maggio 1999 sono state fuse alcune
campane, realizzati artistici utensili in rame, ed è
stato fuso un medaglione, raffigurante lo stemma del
Comune di Tortorici (simbolo del riscatto dal dominio
feudale.
Per la
fusione delle campane ed oggetti in genere venivano utilizzate due tecniche:
la tecnica a cera persa e la tecnica a staffa. La tecnica a cera
persa: è molto antica ed i suoi processi e le sue tecniche sono
molto lunghi. La cera e costituita da un terzo di: cera d’api, paraffina e cera
greca; composto molto malleabile e gommoso. Da questo si ottiene il modello, che
poi verrà sostituito dal bronzo fuso. Questa tecnica è una delle migliori perchè
grazie ad essa si possono avere dei prodotti molto ben definiti nei particolari
e dopo la colata del bronzo fuso non sono necessari molti lavori di ripulitura.
La tecnica a staffa: è così detta perchè vengono impiegati durante la
produzione dei vari oggetti in bronzo delle staffe in ferro; questa tecnica è
molto meno precisa rispetto alla tecnica a cera persa, infatti dopo la fusione
l’oggetto prima di essere considerato finito ha bisogno di parecchie
attenzioni quali la pulitura e la cura dei dettagli.
La differenza
sostanziale fra le due tecniche
e costituita dal modello, infatti mentre con la
tecnica a staffa il modello può essere utilizzato più volte, con la tecnica a
cera persa il modello può essere utilizzato una sola volta.
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